Negli ultimi anni OnlyFans è diventata una delle piattaforme più discusse e utilizzate al mondo, capace di trasformare creator e influencer in veri e propri imprenditori digitali. Anche in Italia il fenomeno è esploso, attirando non solo celebrità, ma anche persone comuni che vedono in questo canale un’opportunità di guadagno diretto con i propri contenuti.
Tuttavia, insieme al successo, emergono anche dubbi pratici e burocratici: il più comune riguarda la partita IVA. Serve davvero aprire la partita iva su Onlyfans? Oppure si può dichiarare il reddito in maniera più semplice, senza dover affrontare costi e obblighi da libero professionista?
La risposta non è unica: dipende dalla frequenza, dalla continuità e dall’entità dei guadagni. In questo articolo analizzeremo come funziona la tassazione in Italia, quando la partita IVA è obbligatoria e quali regimi fiscali possono risultare più convenienti per chi decide di intraprendere questa attività.
OnlyFans e tassazione in Italia
Per capire se serve davvero la partita IVA su onlyfans, bisogna prima chiarire come vengono tassati i guadagni derivanti da OnlyFans. La piattaforma, infatti, trattiene una commissione sulle entrate dei creator (generalmente intorno al 20%) e poi trasferisce i compensi direttamente sul conto corrente dell’utente. Da quel momento, in Italia, quei guadagni devono essere dichiarati al fisco come redditi da lavoro autonomo.
Il punto cruciale riguarda la distinzione tra:
- Prestazioni occasionali: se l’attività non è continuativa e non ha carattere professionale, i compensi possono essere inquadrati come redditi diversi o prestazioni occasionali. In questo caso non è necessaria l’apertura di una partita IVA, ma resta l’obbligo di dichiarare le somme percepite.
- Attività professionale abituale: se la produzione di contenuti è costante, organizzata e finalizzata a generare reddito nel tempo, viene considerata un’attività imprenditoriale o professionale a tutti gli effetti. In questo scenario, la partita IVA su onlyfans diventa obbligatoria.
È quindi il grado di organizzazione e continuità a determinare l’inquadramento fiscale, non il tipo di contenuto pubblicato. Che si tratti di video, foto o servizi in abbonamento, ciò che conta per il fisco è la regolarità dell’attività e l’entità dei guadagni.
Quando è obbligatoria la partita IVA su onlyfans
La partita IVA su onlyfans diventa obbligatoria quando l’attività assume i tratti tipici di un lavoro abituale e continuativo. In pratica, non conta solo l’importo dei guadagni, ma soprattutto come e con quale frequenza vengono generati.
Alcuni criteri utili per capire quando serve aprirla:
- Continuità nel tempo: se pubblichi contenuti regolarmente e ricevi pagamenti ricorrenti dagli abbonati, non puoi più considerare l’attività “occasionale”.
- Organizzazione del lavoro: avere una programmazione, collaborazioni, strumenti dedicati (fotocamere, luci, set), campagne di marketing o social dimostra la natura professionale dell’attività.
- Entità dei guadagni: non esiste una soglia ufficiale fissata dalla legge, ma quando i compensi diventano significativi (soprattutto oltre i 5.000 € annui), il rischio di contestazioni da parte del fisco aumenta.
- Finalità di lucro stabile: se l’obiettivo è costruire un reddito vero e proprio e non solo guadagnare qualcosa di extra, si configura come lavoro autonomo a tutti gli effetti.
In sostanza, la partita IVA su onlyfans è obbligatoria ogni volta che l’attività non può più essere definita saltuaria. Anche se non si guadagnano cifre altissime, ciò che conta è la professionalità con cui viene svolto il lavoro. Non adeguarsi significa rischiare sanzioni per evasione fiscale e mancato versamento dei contributi previdenziali.
Quando si può evitare la partita IVA su onlyfans
Non tutti i creator su OnlyFans sono obbligati ad aprire subito la partita IVA. In alcuni casi, infatti, è possibile dichiarare i redditi come prestazioni occasionali, evitando così costi fissi e burocrazia aggiuntiva.
Ecco i casi più comuni in cui si può operare senza partita IVA su onlyfans:
- Attività saltuaria e non organizzata: se pubblichi pochi contenuti senza una programmazione precisa e guadagni solo sporadicamente, i compensi possono rientrare nei redditi diversi o nelle prestazioni occasionali.
- Guadagni molto bassi: se le entrate sono di poche centinaia di euro e non superano i 5.000 € annui netti, è possibile considerarli attività occasionale. Attenzione però: oltre questa soglia scatta l’obbligo di versare i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS.
- Mancanza di continuità: se l’attività non è strutturata e non mostra elementi di stabilità nel tempo, il fisco la interpreta come “extra” e non come lavoro vero e proprio.
Tuttavia, bisogna ricordare che operare senza partita IVA ha anche dei limiti e dei rischi:
- Non è possibile detrarre spese o costi sostenuti per l’attività (attrezzatura, software, promozione).
- Se l’Agenzia delle Entrate dovesse ritenere che l’attività è in realtà abituale, si rischiano sanzioni e accertamenti fiscali.
In altre parole, evitare la partita IVA può essere una soluzione temporanea per chi vuole sperimentare la piattaforma o generare solo piccoli guadagni, ma non è sostenibile nel lungo periodo per chi intende lavorare seriamente con OnlyFans.
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Quale regime fiscale scegliere per OnlyFans
Una volta deciso di aprire la partita IVA su onlyfans, il passo successivo è capire quale regime fiscale adottare. In Italia, le due opzioni principali per i creator di OnlyFans sono il regime forfettario e il regime ordinario.
1) Regime forfettario
È la scelta più comune per chi avvia un’attività individuale:
- Valido fino a 85.000 € di ricavi annui (soglia attuale).
- Tassazione agevolata con imposta sostitutiva al 15%, che può scendere al 5% nei primi 5 anni se si rispettano i requisiti di “nuova attività”.
- Non si applica l’IVA sulle fatture, semplificando molto la gestione.
- Contributi previdenziali dovuti alla Gestione Separata INPS, calcolati sul reddito imponibile (circa 26%).
2) Regime ordinario
Obbligatorio se si superano i limiti del forfettario o se si sceglie volontariamente:
- Tassazione con aliquote IRPEF progressive, che possono risultare più alte.
- Maggiori obblighi contabili (registri, IVA, bilancio).
- Può convenire solo a chi ha costi molto elevati da scaricare, visto che nel forfettario non è possibile dedurre tutte le spese effettive.
Quale conviene?
Per la maggior parte dei creator su OnlyFans, il regime forfettario è il più vantaggioso: semplice da gestire, con imposta ridotta e adatto a chi lavora come freelance. Il regime ordinario diventa interessante solo per chi ha guadagni molto alti o spese consistenti da dedurre.
Codici ATECO più usati per partita iva su OnlyFans
Quando si apre una partita IVA su onlyfans, è fondamentale scegliere il codice ATECO corretto, ossia la categoria di attività economica con cui si viene inquadrati dal fisco. Per chi lavora su OnlyFans, non esiste un codice dedicato in modo specifico, ma ci sono diverse opzioni utilizzate in base al tipo di contenuti prodotti.
Ecco i più comuni:
-
90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie
È uno dei codici più flessibili, spesso scelto da chi crea contenuti originali online, comprese foto e video. -
59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e programmi televisivi
Più specifico per chi realizza video professionali, anche destinati a piattaforme digitali. -
73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
Indicato se, oltre ai contenuti, si svolgono attività promozionali o di influencer marketing. -
74.90.99 – Altre attività professionali n.c.a. (non classificate altrove)
Una categoria “jolly” che viene usata quando l’attività non rientra chiaramente in altri codici.

La scelta del codice ATECO non è solo formale: influisce anche sulla percentuale di reddito imponibile da calcolare nel regime forfettario (coefficiente di redditività). Per questo è importante valutare con un commercialista quale codice sia più adatto al tipo di attività svolta su OnlyFans.
Errori da evitare e consigli pratici
Gestire i guadagni su OnlyFans senza la giusta attenzione fiscale può portare a problemi anche gravi. Ecco gli errori più comuni che i creator commettono e come evitarli:
❌ Errori frequenti
- Ignorare l’obbligo di dichiarazione: anche se i guadagni sono bassi, devono comunque essere dichiarati all’Agenzia delle Entrate.
- Confondere prestazione occasionale e attività abituale: continuare a operare senza partita IVA pur avendo entrate ricorrenti è un rischio di evasione fiscale.
- Sottovalutare i contributi INPS: oltre alle tasse, vanno versati anche i contributi previdenziali; dimenticarlo può comportare sanzioni e interessi.
- Scegliere il codice ATECO sbagliato: può incidere sulle aliquote fiscali e sulla correttezza della posizione.
✅ Consigli utili
- Rivolgiti a un commercialista: meglio evitare il fai-da-te in un ambito delicato come la fiscalità digitale.
- Tieni traccia di tutte le entrate: conservare le ricevute dei bonifici da OnlyFans è fondamentale in caso di controlli.
- Valuta la partita IVA al momento giusto: se i guadagni crescono e diventano stabili, conviene regolarizzarsi subito.
- Prevedi i costi fissi: aprire la partita IVA comporta spese di gestione annuali (commercialista, INPS, imposta sostitutiva), da considerare nei guadagni netti.
Con una buona pianificazione, si possono evitare sanzioni e ottimizzare il carico fiscale, trasformando l’attività su OnlyFans in una fonte di reddito sicura e sostenibile.
In sintesi
La questione della partita IVA su OnlyFans non ha una risposta unica valida per tutti: dipende dalla frequenza, dall’organizzazione e dall’entità dei guadagni. Se l’attività è occasionale e con introiti limitati, si può operare senza partita IVA dichiarando comunque i redditi. Ma quando i contenuti diventano regolari e i compensi significativi, la partita IVA diventa obbligatoria per essere in regola con il fisco e versare i contributi previdenziali.
Il regime forfettario rappresenta nella maggior parte dei casi la soluzione più semplice e conveniente, soprattutto per i giovani creator che muovono i primi passi nel settore. Tuttavia, è sempre consigliabile affidarsi a un commercialista esperto in fiscalità digitale per scegliere il codice ATECO corretto, ottimizzare le tasse e prevenire problemi con l’Agenzia delle Entrate.
In definitiva, aprire la partita IVA su onlyfans non deve essere visto solo come un obbligo burocratico, ma come un passo importante per trasformare la propria presenza su OnlyFans in una vera e propria attività professionale, sostenibile e duratura nel tempo.
